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Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività

ADHDL’ADHD è un disturbo psichiatrico ad esordio in età evolutiva che colpisce circa il 5% della popolazione mondiale al di sotto dei 18 anni.

Nonostante sia generalmente considerata una patologia dell’infanzia, circa il 66% dei bambini affetti da ADHD continua a mostrarne i sintomi durante l’adolescenza e il 50% ancora durante l’età adulta. Statisticamente, si registra una prevalenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine (da 3 a 9 maschi per ogni femmina, a seconda delle ricerche).

Il disturbo si presenta tipicamente con tre sintomi principali: disattenzione, iperattività ed impulsività.

I comportamenti relativi al deficit di attenzione si manifestano con l’incapacità di mantenere la concentrazione per periodi di tempo relativamente lunghi, di seguire le istruzioni fornite e di svolgere le proprie attività in maniera organizzata.

L’iperattività e l’impulsività si manifestano con irrequietezza e agitazione: si tratta di bambini che non riescono ad aspettare il proprio turno per intervenire, che parlano precipitosamente e che non riescono a seguire le regole dei giochi, per questo spesso sono emarginati dai coetanei e considerati elementi di disturbo all’interno dei gruppi.

Secondo il DSM-IV (“Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”), la diagnosi di ADHD, effettuata da uno specialista, si applica a bambini nei quali i sintomi si siano manifestati prima dei 7 anni, siano osservabili in maniera continuativa per almeno 6 mesi e siano presenti in almeno due ambiti differenti (casa, scuola, famiglia, ambiente esterno etc) e si basa su una valutazione complessiva che include informazioni relative al bambino e ai suoi genitori, nonché sulla raccolta di dati provenienti dal resto della famiglia e dagli insegnanti.

L’origine esatta dell’ADHD è ancora sconosciuta, anche se gli studi clinici mostrano che la sindrome può essere causata da fattori diversi:

  • Cause genetiche - gli studi mostrano che l’ADHD è più frequente tra i membri di una stessa famiglia. Ovviamente, questo non significa che in una famiglia in cui è presente un caso di ADHD tutti i bambini manifestino la sindrome.
  • Attività dei neurotrasmettitori - le funzioni delle aree cerebrali coinvolte nella sindrome (corteccia frontale, nuclei della base) sono modulate dalla dopamina, un neurotrasmettitore prodotto dal cervello. Numerose ricerche hanno dimostrato che nei bambini con ADHD sono presenti alcuni geni, responsabili della produzione di proteine, localizzate in queste specifiche aree del cervello coinvolte nel trasporto della dopamina, che funzionano in maniera significativamente differente rispetto ai soggetti non affetti da ADHD.
  • Fattori esterni - alcuni fattori esterni, come il consumo di alcool e droga durante la gravidanza, possono rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza dell’ADHD.

L’ADHD è una sindrome complessa: se non trattato può comportare, anche durante l’adolescenza e l’età adulta, danni che si possono manifestare nella difficoltà a stabilire e mantenere relazioni sociali, familiari e lavorative stabili o con rischi ancora più gravi di abuso di sostanze, comportamenti antisociali e basso livello di autostima.

Si tratta di una sindrome che richiede un intervento terapeutico multimodale che integri interventi psicosociali con terapie mediche.

Gli interventi rivolti al solo bambino e con un solo mezzo terapeutico hanno una scarsa efficacia, rispetto alle maggiori percentuali di successo che si ottengono attraverso un lavoro integrato rivolto al bambino, ai genitori e agli insegnanti, con strumenti quali il Parent Training e il Teacher Training o le terapie cognitivo-comportamentali.

A seconda della gravità e pervasività delle manifestazioni cliniche della sindrome di ADHD, dopo la diagnosi da parte di un Neuropsichiatria Infantile, i percorsi di terapia psicocomportamentale possono essere affiancati da una terapia farmacologica.

Per monitorare l’uso dei farmaci nei bambini affetti da ADHD trattati con terapia farmacologica, da sola o in associazione con altri interventi, è stato creato il Registro Italiano dell’ADHD, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che vincola la prescrizione del farmaco alla predisposizione di un piano terapeutico da parte di uno dei 120 Centri di Riferimento accreditati per la cura dell’ADHD presenti sul territorio nazionale.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

http://www.iss.it/adhd/
G.Mazzotta-B.Gallai: “Disturbo da Deficit Attentivo ed Iperattività”

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