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Stipsi Cronica

La stipsi è una patologia piuttosto comune che colpisce una vasta parte della popolazione. Mediamente in Italia ne soffre circa l’11%, prediligendo il sesso femminile al di sotto dei 65 anni e aumentando di frequenza con il progredire dell’età. In età anziana l’uomo e la donna sono colpiti in uguale percentuale.

Esistono diverse forme di stipsi che riconoscono diverse cause e che richiedono, quindi, diversi trattamenti:

  1. La stipsi secondaria, comprende quelle forme causate da una condizione identificabile (quali l’inadeguato stile di vita, malattie gastrointestinali, uso di farmaci, malattie metaboliche o endocrine, malattie neurologiche, condizioni psicologiche, procedure chirurgiche)

  2. La stipsi funzionale o idiopatica, comprende quelle forme in cui non è presente una causa riconoscibile o una condizione predisponente; include, a sua volta, diverse forme quali la stipsi a transito rallentato, a transito normale e la disfunzione del pavimento pelvico. Anche la sindrome del colon irritabile (variante stipsi) può essere inclusa in questa categoria.

Ciascuna di queste forme richiede un trattamento diverso ed individualizzato, che deve essere opportunamente valutato e prescritto dal medico caso per caso.

Quando la patologia assume carattere di cronicità diventa un problema serio caratterizzato da severità dei sintomi, la cui diagnosi, usualmente stabilita da uno specialista in gastroenterologia, deve rispondere a specifici criteri diagnostici internazionali denominati "Roma III".

Per la diagnosi di stipsi cronica funzionale, secondo tali criteri Roma III, devono essere soddisfatte tre condizioni, presenti per almeno tre mesi, con esordio da almeno 6 mesi prima della diagnosi:

  1. Presenza di almeno due dei seguenti sintomi/segni in almeno ¼ delle evacuazioni:

    • Sforzo;
    • Feci piccole e dure;
    • Sensazione di evacuazione incompleta;
    • Sensazione di ostruzione ano-rettale;
    • Necessità di manovre manuali (digitazione, sostegno del pavimento pelvico)
    • Meno di tre evacuazioni a settimana
  2. Feci liquide rare se non in caso di lassativi;

  3. Insufficienti criteri per la sindrome dell’intestino irritabile.

Solo una parte dei soggetti affetti da stipsi cronica lamenta un ridotto numero di evacuazioni settimanali, mentre il sintomo più frequentemente riferito è la difficoltà evacuatoria dovuta alla presenza di feci dure.

La stipsi cronica può inoltre favorire l’insorgenza di alterazioni extraintestinali legate, ad esempio, all’ingombro meccanico fecale, quali incontinenza urinaria femminile, oppure infezioni delle vie urinarie e prostatiti per meccanismi di mobilizzazione batterica. Comunemente sono associate condizioni particolarmente disagevoli quali emorroidi e prolasso rettale, fissurazione anale, e fecalomi. Episodi sub occlusivi e occlusivi possono complicare la storia clinica del paziente, specialmente nei pazienti anziani, ma non vanno dimenticate le possibili conseguenze di un uso incongruo di lassativi, fino alla produzione di squilibri elettrolitici.

La stipsi cronica si presenta quindi come una patologia relativamente frequente e la sua forma cronica risulta particolarmente difficile nella gestione a causa dell’impossibilità di un utilizzo protratto dei comuni lassativi.

La disponibilità di nuovi farmaci, che agiscono selettivamente sulla motilità intestinale, possono oggi offrire una valida alternativa terapeutica.

Per ulteriori informazioni e per ricevere diagnosi e cure appropriate rivolgiti al tuo medico.

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