Ematologia: Trombocitemia Essenziale
Le piastrine
Il sangue è costituito da due principali componenti, una liquida (il
plasma), l'altra cellulare rappresentata da una serie di cellule
specializzate distinte in globuli rossi, globuli bianchi e
piastrine. I globuli rossi sono deputati al trasporto dell'ossigeno,
contengono una grossa molecola proteica, l'emoglobina, che ha la capacità di
legare questo elemento. I globuli bianchi sono i responsabili delle difese
immunitarie e si differenziano in altre cinque categorie di cellule:
neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti e monociti, ognuna delle quali
svolge un ruolo specifico nella risposta immunitaria.
Le piastrine, dette anche trombociti, sono fondamentali per
la coagulazione del sangue, fenomeno senza il quale non si fermerebbero le
emorragie. Come gli altri elementi cellulari del sangue, anche le piastrine
vengono prodotte dal midollo osseo, da cellule giganti chiamate
megacariociti che si frammentano in cellule più piccole e prive di
nucleo. Una volta formate, vengono immesse nel circolo sanguigno e vivono in
media 10 giorni, un terzo di quelle in circolazione viene rimosso dal sangue
e trattenuto dalla milza dove diventano un deposito di riserva. All'interno
delle piastrine sono presenti diversi granuli contenenti, tra le altre cose,
una proteina con proprietà contrattili, la trombostenina, importante per la
formazione del coagulo.
Questo processo dipende anche dalla solidificazione di una proteina presente
nel plasma, il fibrinogeno, che si trasforma grazie all'azione di un enzima,
in una proteina filamentosa, la fibrina. Si forma, così, un intreccio in cui
restano intrappolati piastrine, globuli rossi e globuli bianchi a formare
nel complesso la struttura del coagulo. Le piastrine grazie alla loro
proprietà contrattile avvicinano i filamenti di fibrina, contraggono il
coagulo lasciando fuoriuscire un liquido giallo che non è altro che il siero
del sangue.
La trombocitemia essenziale
A causa dell'eccessiva proliferazione dei megacariociti si
instaura una condizione di aumento del numero delle piastrine circolanti.
Quando questo numero supera la soglia di 400 mila per millilitro cubo di
sangue si parla di trombocitemia o trombocitosi, che può essere un fenomeno
reattivo (trombocitemia secondaria) o dovuto a un disordine
mieloproliferativo, nel qual caso si definisce come trombocitemia essenziale
(in questo caso la diagnosi viene fatta quando le piastrine superano il
numero di 450 mila, secondo le linee guida WHO 2008). Nella maggior parte
dei casi la trombocitemia essenziale viene scoperta accidentalmente con
esami eseguiti per motivi indipendenti dalla sindrome.
La sua incidenza annuale è stimata in 2,4 casi ogni 100 mila abitanti, l’età
media di insorgenza è 50 anni, ma nelle donne vi è un picco di incidenza
anche sotto i 30 anni. I principali problemi, nonché possibile causa di
morte nei pazienti colpiti, sono il sanguinamento e le
complicanze trombo-emboliche, eventi più frequenti nei pazienti
anziani che presentano altri fattori di rischio. Le complicanze emorragiche
si possono manifestare sia in sedi superficiali come la pelle, sia in sedi
profonde come le mucose del tratto intestinale, respiratorio e
genito-urinario. Paradossalmente, infatti, un elevatissimo livello d
piastrine, per esempio oltre un milione e mezzo per millilitro cubo, espone
a un maggior rischio di sanguinamento.
Il rischio di trombosi può colpire i piccoli vasi, predisponendo a episodi
di ischemia microvascolare delle dita, dei piedi e delle
mani, che se non opportunamente curata può evolvere in gangrena.
Il processo trombotico può coinvolgere anche grandi vasi, sia venosi che
arteriosi; la manifestazione più frequente è la trombosi venosa profonda,
seguita eventualmente da embolia polmonare mentre altri eventi trombotici di
tipo venoso a livello intraaddominale possono causare trombosi della vena
Porta e delle vene epatiche. Le trombosi arteriose possono invece essere
causa di attacchi ischemici transitori (TIA) e ictus a livello cerebrale,
mentre possono essere causa di infarto se colpiscono le arterie coronarie
del cuore.
Per quanto la patologia non comporti una diminuzione dell'aspettativa di
vita, è indubbio che i rischi associati alle complicanze trombotiche ed
emorragiche rendano la patologia estremamente insidiosa. La diagnosi di
trombocitemia essenziale viene posta per esclusione di trombocitosi
secondarie e altre mielodisplasie. L'eccesso di piastrine viene rilevato
attraverso un emocromo (esame che misura la quantità dei
principali componenti cellulari del sangue), ma si rivela importante, ai
fini della diagnostica differenziale, l'esame morfologico del sangue
periferico e/o la biopsia osteomidollare.
Se vuoi saperne di più chiedi al tuo medico di fiducia o al medico ematologo.
Fonte
Fauci et al.
Harrison's Principles of Internal Medicine
Mc Graw Hill. 14th edition